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Il bimboleone e altri bambini

“Quanti sono i bambini del mondo? Tanti, tantissimi. E tutti diversi…”

Comincia così il libro “Il bimboleone e altri bambini” di Gabriele Clima e Giacomo Agnello Modica, con questo testo scritto su una grande pagina bianca.

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Inizia poi, pagina per pagina, ad illustrarci i vari tipi di bambini – tutti molto diversi tra loro, che riprendono le caratteristiche di vari animali (e un peluche), iniziando dal bimbogatto, un po’ selvatico e un po’ coccolone.

Se “Coco e Momo”, di cui vi ho parlato qui, è stato il primo libro che ho acquistato per mio figlio, “Il bimboleone” è invece uno degli ultimi acquisti. Trovato sia tra i suggerimenti di un gruppo Facebook e poi sulla bibliografia raccomandata da Cemea, ho pensato che potesse fare al caso nostro.

Ammetto che quando l’ho acquistato conoscevo solo la copertina e sapevo che si trattava di una raccolta di varie tipologie caratteriali di bambini, ma immaginavo dei testi più lunghi per ogni pagina, magari anche con una piccola storiella ad accompagnare il tutto. Non so bene perché mi ero fatta questa idea; forse qualche recensione me l’aveva fatto pensare o forse mi confondevo con qualche altro libro. Forse, semplicemente, me l’aspettavo così e basta.

Invece il testo racchiuso in ogni pagina è molto breve. Ma anche molto ad effetto. Un piccolo paragrafo riesce a catturare l’essenza di ogni bambino, descritto in modo poetico ma deciso. E, per ogni bambino, un’ulteriore frase dona uno spunto (ai genitori o a chi mette piede nel mondo del bambino) di come farlo felice.

Se acquistandolo (un po’ alla cieca) pensavo sarebbe stato un libro da leggere ai miei bambini, una volta avuto tra le mani mi sono resa conto di quanto fosse un libro da leggere soprattutto agli adulti.

Attenzione, con questo non sto dicendo che non si tratta di un libro per bambini, anzi! Ai miei figli piace molto e si divertono a farselo leggero e a provare a dire a quale bambino assomigliano di più. Cosa che, tra l’altro, può cambiare di giorno in giorno o a volte anche più volte nella stessa giornata.

Ad esempio, mia figlia si comporta spesso come una bimbalepre, veloce e sempre in movimento. Quando si sente a suo agio in un determinato contesto, si ferma molto raramente – sia dal punto di vista motorio, sia per quanto riguarda la sua parlantina.

Ma, nel profondo, è ancora una piccola bimbascimmia che si aggrappa alla mamma ogni qualvolta si presenta una situazione che la mette anche solo leggermente a disagio – dall’incontrare persone che non conosce troppo bene, al rumore dell’elicottero che passa sopra le nostre teste.

Mio figlio, invece, dice di sentirsi spesso un bimbopeluche, che ama tanto tanto le coccole (anche se forse non sempre te lo dice).

Come mamma, in lui vedo anche un po’ il bimboriccio, che spesso ha bisogno di chiudersi in sé stesso quando il mondo attorno a lui diventa, semplicemente… troppo.

A volte è anche un bimbofarfalla, anche se può diventare un bimbotoro (descritto come l’opposto del bimbofarfalla).

Ci sono anche tanti altri bambini descritti nel libro, dal bimboanguilla al bimbozanzara, dal bimbolucertola al bimboleone, che dà il titolo a questo piccolo capolavoro. Ad accompagnare il testo ci sono delle immagini molto evocative e poetiche, che personalmente adoro.

Ma uno degli aspetti che mi piace davvero molto di questo libro è che non porta giudizio verso nessuno di questi bambini, da quello più coccolone a quello più vispo a quello che ama “disturbare” ronzandoti attorno. Non c’è un bambino più giusto o sbagliato degli altri, sono tutti bambini. E sono tutti eccezionali nella loro unicità.

Ogni bambino è diverso, e come detto prima può rispecchiarsi in varie descrizioni, ed è proprio qui che sta la loro singolarità. Magari vostro figlio si ritroverà in un certo animale, mentre voi come genitori potreste avere una visione totalmente diversa del suo carattere. Leggendolo e scoprendolo insieme, potrete scoprire molto non solo sul vostro bambino ma anche su voi stessi.

Questo libro non vuole etichettare i bambini, ma farli sentire accettati. Vuole portare una chiave di lettura empatica sul loro modo di essere, basata sull’accettazione di come siamo invece che sul giudizio. Un bimbotartaruga, ad esempio, può apparire lento (di quella lentezza che spesso gli adulti fanno fatica ad accettare), ma sta solo studiando il mondo che lo circonda.

Il piccolo paragrafo che conclude ogni pagina spiegando come far felice ogni tipologia di bambino, offre uno spunto per prendersi cura dei nostri piccoli, ricordandoci di accettarli ed amarli per quello che sono.

Come mamma, non posso che consigliare questo albo illustrato. Penso davvero che sia uno di quei libri che non dovrebbero mancare nella libreria di casa, anche solo da sfogliare una volta ogni tanto, quando serve.

Se senti che potrebbe trovare posto anche tra i tuoi libri, lo trovi qui.

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